
ONORE E GRATITUDINE ALLE MARTORIATE VITTIME DELLE MAFIE SOMMERSE !
Tra le vittime delle mafie si comprendono anche le silenziose vittime delle mafie dei 'Colletti Bianchi', non per atto violento ma per martirio di anni, non meno degne e dolorose per tutti. Angelo Funiciello
 Il Tulipano, il "violantino" del popolo viola, ha dato spazio alla mia storia con un'intervista pubblicata sul terzo numero.
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Cos'è FuniGiglio
L'iniziativa culturale "FuniGiglio" nasce per favorire il risveglio etico sociale che scaturisce naturalmente dalla vera consapevolezza del mondo in cui viviamo, molto corrotto e senza più rispetto dei diritti-doveri di legalità e di giustizia, quindi di civiltà.
L'iniziativa è denominata simbolicamente "FuniGiglio" per indicare il promotore e l'eticità, che ne è l'intento; con emblema un giglio stilizzato compreso tra due piccole funi che definiscono le iniziali di Daniela Cavalli, protagonista la cui vita è stata prematuramente stroncata dalle vicende subite.
L'iniziativa è sorta recentemente sulla spinta prodotta dalla drammatica maturazione degli eventi illegali, sommersi, "inspiegabili", sottaciuti, che insidiano tutti noi e che richiedono impellente soluzione; che potrà raggiungersi unicamente sulla base di un concreto ed ampio risveglio etico sociale, con l'aumento del senso e del desiderio di legalità e di pulizia morale, con il disgusto e la repulsione verso l'illegalità, la falsità, la mafia occulta, penetrante e devastante.
Essa nasce anche a seguito della mia iscrizione a "Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", nella convinzione di bene interpretare lo spirito e le finalità della stessa e nell'intento di collaborare, per quanto possibile, a proteggerla dalle subdole aggressioni mafiose, particolarmente attive, strategicamente, proprio nelle organizzazioni antimafia.
Tutto ciò è particolarmente importante ed urgente proprio nella situazione attuale. Infatti è evidente che maggiore è la crisi dell' Economia e del Lavoro, maggiore è la facilità per la mafia occulta di riciclare denaro sporco, infiltrandosi ovunque a tutti i livelli.
La consapevolezza di come ultimamente stia cambiando la nostra civiltà, ahimè in peggio, è anche l'elemento essenziale primario che porta le nostre scelte politiche ad essere giuste, per il bene nostro e dei nostri figli.
Avvenuto il risveglio etico-sociale, se un partito politico vorrà veramente battersi per la legalità e la giustizia, contro le mafie, non avrà più il timore di perdere consenso poiché anzi lo aumenterà.
"L'unione fa la forza"; possiamo veramente essere in tanti, se ci relazioniamo a catena con il "passaparola".
Guidati dall'etica possiamo essere liberi dalla schiavitù dell'illegalità e dell'ingiustizia, dallo schifo ed orrore della mafia; dipende da noi, dalla nostra attività o inerzia!
Come è sostenuto da Roberto Saviano, e da tanti altri esperti in materia, con le mafie non c'è via intermedia: o si è attivi contro o si alimenta e favorisce il loro sviluppo, anche solo stando fermi e zitti. Ognuno faccia la sua scelta!
Se il cuore ed il cervello ti spingono a dare una mano con il passaparola, invia il link di questo sito a qualche altra persona, associazione, blog, ecc. Grazie.
E' molto importante leggere i documenti e meditare sui fatti riportati e sui concetti che ne derivano.
Angelo Funiciello
Il blog di FuniGiglio |
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MAFIE , VOTI , LAVAGGI E MOVIMENTI |
L’attenzione e l’attività delle mafie, intendendo estesamente tale termine, cioè sia le mafie storiche del meridione italiano e sia quelle occulte sommerse, sono particolarmente rivolte alla Politica ed alle Istituzioni, che costituiscono gli elementi fondamentali del controllo della Vita del Paese: Economia, Finanza, Giustizia, Lavoro, Sicurezza, Lotta alle mafie, ecc.
Gira e rigira, ora riguardo alla crisi di governo si continua a girare a vuoto in un circolo chiuso: eventuali elezioni, questione morale, legge elettorale, conflitto di interessi.
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RISPOSTA COMMISSIONE EUROPEA |
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Il post "Crisi e problema fondamentale" sul sito di Sonia Alfano |
Sonia Alfano, giovane europarlamentare attiva contro la mafia, ha dato spazio al mio post "Crisi e problema fondamentale" sul suo sito www.soniaalfano.it, all'interno della sezione "Le vostre lettere".
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Lavoratori di tutta Italia: contro la mafia! |
Abbiamo ancora una volta il piacere di dare spazio a una riflessione del nostro amico Simone, sul tema dei lavoratori impiegati in aziende controllate dalla mafia.
Negli ultimissimi mesi ho seguito da vicino la vicenda del signor Angelo Funiciello e ho preso confidenza – teorica, si intende – col problema della borghesia mafiosa del Settentrione.
Uno dei problemi principali emersi nei confronti col signor Angelo è proprio la massiccia e virulenta presenza della mafia nelle aziende del Nord Italia, con conseguenze catastrofiche sull'economia. Una presenza che si manifesta principalmente in due modi. Da un lato le manovre prenditoriali della borghesia mafiosa per indurre la crisi nei confronti di aziende sane e “acquistarle” a prezzo stracciato in un secondo momento (le virgolette sono d'obbligo, trattandosi di fatto di un'estorsione); dall'altro lo stadio successivo, la proprietà già acquisita di aziende che, grazie ai giri dei proprietari mafiosi, hanno gioco facile sul mercato e possono bruciare la concorrenza con metodi sleali.
Angelo ha spesso aperto gli occhi dei lettori dal proprio punto di vista, quello di imprenditore con oltre trent'anni di storia alle spalle costretto a chiudere bottega per colpa della mafia. Ma proprio lui ha anche suggerito la prospettiva opposta, quella dei lavoratori dipendenti.
Come tesserato al sindacato e convinto sostenitore della crescita dei diritti dei lavoratori, fino al traguardo massimo della loro metamorfosi in imprenditori sociali e collettivi, non posso non cogliere lo spunto in questione e rilevare che per un sindacato la lotta alle infiltrazioni mafiose originali e innovative tipiche del Nord Italia deve diventare una battaglia di primo piano e un momento di partecipazione diretta alla gestione dell'azienda.
Non possiamo non ignorare le conseguenze della presenza mafiosa nell'economia del Nord in entrambi i livelli sopra citati.
Un'azienda sana, gestita onestamente, è destinata nel medio periodo a entrare in crisi nel momento in cui finisse nel mirino di una cupola mafiosa decisa a mettere le mani sul suo fatturato. La borghesia mafiosa è in grado di mettere in ginocchio con ogni strumento anche l'azienda più efficiente inquinandone il mercato, i rapporti con i fornitori, con le banche. L'imprenditore-vittima che si rivolgesse alla magistratura, come dimostrato ampiamente dal Ford Affaire, non farebbe altro che aggiungere il martirio personale e morale all'agonia della propria azienda, finendo in pasto ad avvocati, giudici, pubblici ministeri, questori, tutti collusi con la cupola che ha dato il via alla predazione. Chiaro che, per i lavoratori, le conseguenze sarebbero infauste poiché si troverebbero a lavorare per conto di un'azienda in difficoltà, costretta prima ai tagli, quindi ai licenziamenti e poi alla svendita, lasciando i dipendenti in mutande.
I lavoratori che si ritrovano in aziende controllate dalla mafia vivono l'altra parte del dramma, quello dell'azienda sporca, collusa con tutti coloro ai quali ci si rivolgerebbe normalmente per chiedere il rispetto delle regole. Un'azienda che, finita nel grande girone mafioso, non ha più alcun freno nel calpestare le norme di sicurezza, un'azienda che senza problemi viola i contratti collettivi di lavoro, che non paga i propri dipendenti, che fa lavorare in nero, che mette sul mercato prodotti non a norma o servizi fallaci. Tutto, sapendo che Asl, ispettorati del lavoro, questure, magistratura non interverranno mai a far rispettare le regole per il semplice motivo che mafia e istituzioni sono un'unica grande famiglia dove le poche pecore bianche si tosano facilmente. Il lavoratore sarà allora continuamente umiliato, zittito, ricattato, sfruttato, calpestato nei diritti e nella dignità. Ridotto insomma allo stadio di massima passività della dimensione economica moderna, ossia a merce, a oggetto da prendere, consumare e gettare quando alza la testa e la voce. Il tutto nella beata consapevolezza dei mafiosi che, una volta messolo alla porta, il lavoratore scaricato non avrà nessuno cui rivolgersi per ottenere Giustizia come già è stato per gli imprenditori onesti che hanno subito lo stesso destino dall'altra parte della scrivania.
A tutto questo si aggiunga un ulteriore stadio perché come accennato un'azienda in mano alla mafia potrà operare con meno briglie e costi minori sul mercato tanto da mettere più facilmente in crisi aziende in regola ed esporre anche queste ultime all'infiltrazione malavitosa dando avvio a un nuovo circolo vizioso.
Se Angelo Funiciello ci ha illuminati sul martirio di chi finisce nelle mire della borghesia prenditrice, io posso dire qualcosa circa la posizione del ipendente nel settore della vigilanza privata in cui sono impiegato. [S]Fortunatamente non posso parlare con certezza di borghesia mafiosa, perché non ne ho gli elementi, ma l'odore che si respira non è una fragranza di onestà e trasparenza. Responsabili di aziende che vengono da anni di lavoro nelle prefetture e nelle forze dell'ordine e che conservano con queste rapporti eccellenti tanto che le istituzioni sono leste a controllare che l'interesse dei ricchi clienti sia al sicuro voltandosi dall'altra parte quando in pericolo sono gli operatori. Comportamenti scorretti e minacce sottese per impedire la sindacalizzazione. Sbandieramento dei contratti di lavoro quando c'è da pretendere qualcosa dal dipendente e seppellimento dei medesimi contratti quando si vuole violare i diritti del lavoratore stesso.
Se, ripeto, queste cose avvengono in un contesto in cui non posso parlare con certezza di presenza mafiosa, figuratevi, amici lavoratori, cosa può avvenire in un'azienda mafiosa da cima a fondo. L'organizzazione sindacale deve necessariamente mettere in agenda una strategia durissima, una Guerriglia Sociale, per contrastare questo fenomeno prima che il virus entri nel sindacato stesso e i lavoratori si ritrovino ad essere “difesi” dai loro predatori.
Simone Boscali
www.arcadianet.blogspot.com
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CRISI E PROBLEMA FONDAMENTALE |
Molti sostengono che la crisi in Italia è stata provocata dai capitalisti e dalla casta politica, ma il semplice rilievo dei fatti, con semplice connessione logica, ci porta a rilevare che l’essenza del problema è di portata molto più ampia e che non si riduce solo ad aridi conteggi economici e finanziari, entrando profondamente nella nostra società e nel nostro vivere di ogni giorno. Questo è un problema che si presenta di importanza fondamentale, che tutto demolisce, compresa la nostra CIVILTA’, ed è talmente grave, profondo ed esteso, da far paura anche solo a parlarne. Tanto è vero che, considerando quelli di peso nazionale, nessun partito parla delle mafie sommerse, che riciclano ogni anno, prevalentemente al Centro-Nord Italia, 130 miliardi di Euro con “una organizzazione criminale integrata nella società”, secondo quanto notoriamente divulga il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Da anni viene compiuta una sistematica estorsione-predazione di aziende, spesso con la veste di ‘acquisto’, mediante l’azione criminale della “borghesia mafiosa” fatta di professionisti ! Il massiccio riciclaggio di denaro illecito con simili valori ogni anno, da tanti anni, è arrivato a compiere la distruzione della libera concorrenza e della libera imprenditorìa!
Poi ci si lamenta che non c’è lavoro! Con aumento dei casi di suicidio, sia tra gli imprenditori che tra i lavoratori dipendenti! Con pesantissimi problemi economici per tutti! E’ facile arrivare a pensare che siamo realmente tutti demoliti e schiavizzati dalle mafie occulte sommerse, cosiddette dei colletti bianchi!
Con l’attuale ‘finanziaria’ del governo, di cui tutti parlano molto, si pensa di salvare l’Italia e l’Euro manovrando complessivamente il valore di 24,9 miliardi di Euro in due anni. Se si pensa che una cifra cosi piccola, rispetto ai 130 ogni anno del riciclaggio delle mafie, abbia un effetto di tale rilievo, a maggior ragione si deve pensare che i valori ufficiali del riciclaggio mafioso sopra ricordati abbiano sicuramente degli effetti enormi e devastanti !! Ma NESSUN PARTITO, di influenza nazionale, parla del PROBLEMA FONDAMENTALE: LE MAFIE SOMMERSE OCCULTE sviluppatesi nel Nord Italia e nelle Istituzioni !!! Ed il loro enorme RICICLAGGIO !!! Mentre invece i Partiti, ognuno nel proprio interesse, parlano dei numerosissimi casi di Corruzione (per un partito si tratta di “solo poche mele marce”!), di cui si quantifica il danno in circa 60 miliardi di Euro all’anno. Tutti parlano, in tutto e per tutto, che bisogna stimolare la ‘crescita’, ma nessuno considera, neanche come rischio, la realtà di una crescita sviluppata dal riciclaggio di denaro illecito mafioso. Quando è evidente che maggiore è la mancanza di liquidità nell’Economia, maggiore è la facilità per le mafie di riciclare il denaro illecito! Ovviamente i Partiti sono a conoscenza di tutte queste cose e ne capiscono molto e di più. Però non hanno tenuto conto che i Cittadini Italiani che realmente amano il proprio Paese e la propria Civiltà sono molto seriamente preoccupati e quindi ora aprono molto bene gli occhi, le orecchie e la mente. Essi, domandandosi quale possa essere la ragione del silenzio e dell’immobilismo dei Partiti verso le suddette MAFIE SOMMERSE DEI COLLETTI BIANCHI, possono darsi la risposta più ovvia, che scaturisce dal considerare semplicemente che nessuno agisce veramente contro sé stesso e che, su indicazione di Roberto Saviano, con le mafie o agisci contro o sei pro o sei compiutamente mafioso!
I Cittadini Italiani capiscono così anche perché si combattano, anche con buoni risultati, le mafie tradizionali meridionali e non quelle occulte settentrionali; ogni cosa ha la sua ragione. Come ci insegna il Procuratore Capo Gian Carlo Caselli nel suo libro ‘LE DUE GUERRE’, lo Stato ha saputo vincere la sua guerra al terrorismo ‘storico’, mentre contro la mafia ha accettato di perdere. Ora è chiaro, detto meno diplomaticamente, che contro la mafia, che è multiforme ed in continua evoluzione, ora si conseguono alcune luminose vittorie, per usarne il clamore ed il bagliore al fine di tenere ben occultato l’enorme putrido contesto che veramente richiederebbe le battaglie più importanti, quelle che sono di fondamentale necessità per sanare e salvare l’Italia, per risolvere il PROBLEMA FONDAMENTALE !!!
Noi Cittadini Italiani, presa sicura consapevolezza di quanto sopra e che l’unica possibilità di salvezza è riposta in noi e nelle nostre azioni, possiamo, direi dobbiamo, unirci in Rete con un forte ‘passaparola’ e manifestare, pacificamente ma efficacemente, il nostro sdegno ed il nostro deciso rifiuto della NON CIVILTA’ !! W il nostro SDEGNO VIOLA !!
Angelo Funiciello, anche in nome ed in onore di Daniela Cavalli.
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